Cosí mancando vo di giorno in giorno,
sí chiusamente, ch'i' sol me n'accorgo
et quella che guardando il cor mi strugge.
(Francesco Petrarca, Canzoniere, Sonetto 209)
Un mandolino racconta, un altro lo segue da vicino, quasi a tenere il tempo di un canto più
antico, qualcosa che rimanda alla Grecia antica, il modo in cui certe storie si raccontavano,
prima ancora di essere scritte.
Tutto comincia senza preavviso, una caduta improvvisa, l'amore del poeta che arriva senza
bussare e senza rimedio. Da lì resta un tono sospeso, dolente, che torna a intervalli, un
pensiero fisso che non si scioglie mai del tutto. Il resto è un equilibrio instabile fatto di
piccoli frammenti che si intrecciano e sembrano quasi contraddirsi, ma restano vicini, a
convivere, il modo in cui capita di provare più cose insieme senza che una riesca a farsi da
parte per l'altra.
Opera realizzata per il Lyra Mandolin Quartet
anno: 2026
durata : 5 minuti
organico: 2 mandolini, mandola tenore, chitarra